L'Ucraina vuole vietare la maternità surrogata per gli stranieri
La guerra e la povertà alimentano lo sfruttamento delle funzioni riproduttive delle donne

Il parlamento ucraino sta esaminando un disegno di legge per supervisionare la maternità surrogata e vietare l’accesso agli stranieri, che rappresentano il 95% dei genitori intenzionali. Prima dell’invasione russa, l’Ucraina era il secondo centro commerciale della maternità surrogata nel mondo; primi gli Stati Uniti. All’inizio, la guerra ne ha ridimensionato gli affari, ma dopo quattro anni, questi sono tornati ai livelli prebellici. Il disegno di legge vuole regolamentare con più rigore un settore economico accusato di aver trasformato la riproduzione in merce e di aver sfruttato donne povere e vulnerabili. I sostenitori del disegno di legge sostengono, inoltre, che le donne ucraine non dovrebbero fare le madri surrogate al servizio degli stranieri, nel momento in cui i tassi di natalità sono crollati a causa della guerra, sebbene il numero di bambini nati tramite maternità surrogata rappresenti una piccola percentuale delle nascite totali.
Una scelta volontaria e alienante
La madre surrogata “volontaria”, Karina Tarasenko, dichiara il suo dissenso. Karina vuole essere madre surrogata e fare quanti più figli possibili, al fine di risparmiare abbastanza per comprare una casa. Lei si oppone alla modifica della legge, perché farebbe “fallire completamente” i suoi progetti di acquisto di una casa. Karina respinge anche l’idea che la maternità surrogata a scopo commerciale sia una forma di sfruttamento. “Nessuno ci obbliga. Questo è il mio corpo, la mia decisione. Avrò la mia ricompensa per aver dato loro felicità.” Guardandosi la pancia, aggiunge: “So che non è mia figlia, ma le voglio bene. Le parlo. Quando scalcia, le dico che i suoi genitori la stanno aspettando. “Spero solo che abbia una bella vita.”
Alla base di questa “volontarietà” c’è la convinzione alienante che il nascituro sia esclusivamente figlio del DNA, di ovuli e spermatozooi e che tutta l’opera della gravidanza, la tessitura biologica, la relazione materna psicofisica, non c’entrino nulla con la generazione, se non in modo strumentale, come potrebbe essere quello di una incubatrice. Karina rifiuta l’idea di essere sfruttata, nonostante lei stessa racconti di essere stata indotta alla maternità surrogata dalla guerra. Quando aveva 17 anni, fu distrutta la sua casa a Bakhmut e la città, uno tra i campi di battaglia più contesi all’inizio dell’invasione russa, fu ridotta in macerie e cenere. Lei e il suo compagno si trasferirono a Kiev, dove non riuscirono a trovare un lavoro stabile. Un giorno, mentre si trovava in un negozio senza avere i soldi sufficienti per comprare pane e pannolini per la figlia piccola, decise di reclutarsi nella maternità surrogata a pagamento.
Guerra e povertà alimentano la maternità surrogata
Karina lo dice chiaro: “la guerra mi ha portato alla maternità surrogata”. Senza il conflitto non l’avrebbe mai presa in considerazione. I combattimenti hanno causato la perdita del lavoro e delle attività commerciali per milioni di persone, un’impennata dell’inflazione e un forte calo del PIL ucraino. “Inizialmente, diventare madre surrogata mi ha fatto arrabbiare e mi ha delusa, ma ora l’ho semplicemente accettato”, dice Karina, che vive alla periferia di Kiev in un appartamento fornitole dalla clinica per la maternità surrogata. È incinta di una bambina. Guadagnerà 17.000 dollari, circa il doppio dello stipendio medio in Ucraina, anche se riceverà la maggior parte del denaro dopo il parto. Karina avrebbe dovuto ricevere 21.000 dollari, ma uno dei gemelli che portava in grembo è morto, così il suo stipendio è stato ridotto, come previsto dal contratto.
“A causa della guerra, il numero di donne disperate è in aumento e le cliniche offrono loro questa opportunità perché le coppie occidentali vogliono acquistare bambini a basso costo”. Lo afferma Maria Dmytrieva, attivista per i diritti delle donne, che si oppone a qualsiasi forma di maternità surrogata per motivi etici e sostiene che la legge proposta non sia abbastanza incisiva. Lei ritiene che tale pratica debba essere vietata in Ucraina. Accusa le cliniche per la maternità surrogata di prendere di mira le donne più povere.
Dmytrieva cita come esempio la pubblicità sui social media. A gennaio 2026, per reclutare nuove madri surrogate, lo spot di una clinica mostra una donna costretta a scegliere tra comprare legna per riscaldare la stufa o vestiti per i suoi figli, facendo leva sulle difficoltà che molti ucraini affrontano durante la guerra. Un’altra campagna pubblicitaria del novembre 2021, promossa dalla più grande clinica ucraina per la maternità surrogata, il BioTexCom Centre for Human Reproduction, pubblicizzava una “svendita del Black Friday” sui bambini nati con la surrogazione. Interpellata dalla BBC sulla possibilità che questi spot possano essere offensivi, BioTexCom li ha difesi, perché efficaci nel richiamare l’attenzione sulla maternità surrogata.
La “libera scelta” si mescola alla schiavitù e gli fa da scudo
Chi è disposto a riconoscere la maternità surrogata come realtà di sfruttamento, può ritenere che anche nella costrizione di una situazione estrema, come la guerra e la povertà, una persona, una donna, debba poter scegliere come sopravvivere, anche cedendo allo sfruttamento del proprio corpo. Ora che il parlamento ucraino limiterà la maternità surrogata, le madri surrogate povere e vulnerabili rimarranno soltanto povere e vulnerabili. In effetti, leggi più rigorose o persino abolizioniste in materia, dovrebbero affiancarsi a una legislazione di sostegno per le donne più svantaggiate. Tuttavia, nello sfruttamento delle funzioni riproduttive, come delle funzioni sessuali, la “libera scelta” di come sopravvivere si mescola con la schiavitù e gli fa da scudo. Il BioTexCom, dal 2018 è accusato e indagato per traffico di esseri umani.
Altruistica e commerciale vasi comunicanti
Dal punto di vista di chi approva questa pratica riproduttiva, ma non il suo sfruttamento, la maternità surrogata altruistica può sembrare una valida alternativa alla maternità commerciale. In alcuni paesi ricchi come Canada, Regno Unito, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi è consentita solo la maternità surrogata altruistica. Per esempio, nel Regno Unito, gli accordi di maternità surrogata sono più informali e spesso vengono stipulati tramite amici, familiari o organizzazioni non profit che mettono in contatto i futuri genitori con le madri surrogate. Secondo la legge britannica, la madre surrogata è legalmente responsabile del bambino fino a quando non viene emesso un provvedimento di affidamento, che trasferisce la responsabilità legale da lei ai genitori intenzionali. Nel Regno Unito, quindi, la madre surrogata ha il diritto legale di cambiare idea e tenere il bambino dopo la nascita. Tuttavia, i due modelli, altruistica e commerciale, sono vasi comunicanti. Il primo autorizza le persone a rivolgersi anche al secondo.
Una coppia di Londra, Himatraj e Rajvir Bajwa, hanno deciso di intraprendere la maternità surrogata, ma non nel Regno Unito, dove è consentita solo quella altruistica. Himatraj e Rajvir erano preoccupati all’idea di non avere alcun diritto legale immediato sul bambino. La coppia è rimasta colpita da come è organizzata la maternità surrogata in Ucraina, e anche il costo della procedura nel paese è stato un fattore determinante. L’anno scorso si sono rivolti a BioTexCom e hanno pagato circa 87.770 dollari, una cifra di gran lunga inferiore rispetto agli Stati Uniti, dove la maternità surrogata può superare i 150.000 dollari. La coppia ha avuto un’esperienza positiva con BioTexCom. Utilizzando la fecondazione in vitro, hanno creato un embrione a Londra, che è stato spedito a Kiev e conservato nelle vasche criogeniche della clinica. Nel giugno dello scorso anno, sono arrivati a Kiev per la nascita del loro bambino. La coppia si oppone al disegno di legge ucraino, sostenendo che l’agenzia di maternità surrogata a cui si sono rivolti ha portato loro “gioia e felicità”. “Ci hanno dato qualcosa che non avremmo mai creduto possibile: ci hanno reso una famiglia”, dice Himatraj, 37 anni. “È stata ovviamente una loro scelta e per loro è un mezzo. E se è qualcosa che li aiuterà, allora, alla fine, sono sicuro che tutti saranno contenti del risultato finale.” Himatraj e sua moglie desideravano incontrare la loro madre surrogata e, quando l’hanno fatto, le hanno portato cioccolatini e fiori. Hanno affermato di non credere che fosse stata sfruttata.
La “libera scelta” e la sorte del nascituro
La “libera scelta” individuale di come sopravvivere deve misurarsi con la sorte di un altro individuo: il bambino che nasce; separato alla nascita dalla madre. Per rimediare al trauma, non basta teorizzare la separazione tra maternità e gestazione. La madre è colei che il bambino neonato riconosce come tale. Oltre a ciò, i bambini possono subire altre conseguenze. Come nel caso dei neonati abbandonati dopo la nascita quando i genitori intenzionali cambiano idea. In Ucraina, il genitore intenzionale è legalmente responsabile del bambino dopo la nascita ed è illegale per lui abbandonare un minore per qualsiasi motivo. Ma far rispettare questa norma oltre confine è molto difficile.
Wei, nato prematuro nel 2021, ha subito gravi danni cerebrali. La sua maternità surrogata è stata organizzata da BioTexCom. Oggi ha cinque anni e vive a Kiev in una casa di accoglienza statale per bambini disabili. Wei non può stare seduto da solo, tenere la testa dritta o vedere correttamente. Avrà bisogno di assistenza 24 ore su 24 per il resto della vita. Dopo aver appreso della sua condizione, i genitori intenzionali del Sud-Est asiatico hanno deciso di non venire a prenderlo. Neanche la madre surrogata di Wei lo ha voluto. Quindici famiglie adottive hanno visionato la documentazione di Wei, ma nessuna ha manifestato interesse ad adottarlo. Secondo la legge ucraina non ha obblighi legali nei suoi confronti. Valeria Soruchan, del Ministero della Salute ucraino afferma che “molti” bambini nati da maternità surrogata sono abbandonati. Le cliniche non hanno l’obbligo legale di contribuire al loro mantenimento nelle strutture statali. BioTexCom non ha fornito alcun contributo finanziario alla struttura di Wei.
BBC, 6 May 2026 | Sofia Bettiza,World Service Global Health Reporter, Kyivand BBC News Ukrainian | Ukraine war ‘led me to surrogacy’ to earn money but a new law could end those plans

